Quando la pelle appare ruvida, lucida o segnata da imperfezioni, scegliere tra AHA e BHA può sembrare più complicato del necessario. In questo articolo chiarisco come funzionano questi acidi esfolianti, quale può adattarsi meglio a ogni esigenza, come inserirli nella routine e quali errori evitare per non irritare la barriera cutanea.
La scelta giusta dipende dalla pelle e dall’obiettivo
- AHA più indicati per grana irregolare, macchie superficiali e pelle spenta.
- BHA più utili in presenza di sebo, punti neri e pori ostruiti.
- Per iniziare è sufficiente una sola applicazione alla settimana.
- La concentrazione non basta a valutare la forza di un prodotto: contano anche pH, formulazione e tempo di posa.
- Durante l’uso degli acidi serve ogni giorno una protezione solare ad ampio spettro.
AHA e BHA esfoliano, ma lavorano in modo diverso
Gli AHA, cioè gli alfa-idrossiacidi, sono generalmente solubili in acqua e agiscono soprattutto sulla superficie cutanea. Aiutano a rendere più regolare lo strato corneo, la parte più esterna della pelle, favorendo il distacco delle cellule morte che rendono il viso opaco e ruvido.
Il gruppo comprende soprattutto acido glicolico, lattico e mandelico. Il glicolico ha una molecola piccola e tende a penetrare più facilmente, mentre il mandelico è spesso percepito come più graduale. L’acido lattico può essere interessante per chi desidera esfoliare senza rinunciare a una sensazione meno secca.
Il BHA più utilizzato nei cosmetici è l’acido salicilico. Essendo liposolubile, riesce a interagire meglio con il sebo presente nei pori. Per questo lo considero una scelta più logica quando il problema principale non è la pelle spenta, ma la combinazione di lucidità, punti neri e imperfezioni.
| Caratteristica | AHA | BHA |
|---|---|---|
| Solubilità | In acqua | Nei lipidi e nel sebo |
| Azione principale | Esfoliazione superficiale e uniformità | Esfoliazione dentro e intorno al poro |
| Esigenze più comuni | Opacità, macchie superficiali, rugosità | Punti neri, pori ostruiti, pelle oleosa |
| Rischio più frequente | Secchezza e sensibilità alla luce | Disidratazione e irritazione da eccesso d’uso |
Il rinnovamento cellulare non significa “cambiare pelle”
Si parla spesso di rinnovamento cellulare, ma l’espressione può creare aspettative eccessive. Questi ingredienti non accelerano indistintamente ogni processo biologico: favoriscono soprattutto una desquamazione più ordinata e migliorano gradualmente l’aspetto della superficie cutanea.
Il risultato realistico è una pelle più liscia, luminosa e uniforme. Non mi aspetto che un acido cancelli rughe profonde o cicatrici importanti, perché in quei casi servono valutazioni dermatologiche e trattamenti mirati.
Quale acido scegliere per ogni esigenza della pelle
Per pelle spenta e grana irregolare
Se il viso appare opaco e la superficie non è uniforme, partirei da un AHA delicato. Un prodotto con acido lattico al 5% può essere un’opzione equilibrata, mentre il glicolico tra il 5% e il 7% tende a offrire un’esfoliazione più evidente, ma anche una maggiore possibilità di pizzicore.
L’acido mandelico, spesso utilizzato tra il 5% e il 10%, è una soluzione interessante per chi vuole lavorare sulla texture con un approccio più progressivo. La molecola più grande ne rallenta la penetrazione, senza renderlo automaticamente adatto a ogni pelle sensibile.
Per punti neri e pori ostruiti
In questo caso il salicilico è generalmente più coerente con il problema. Nei cosmetici leave-on, cioè nei prodotti che restano sulla pelle, si incontra spesso tra lo 0,5% e il 2%. Una concentrazione maggiore non è necessariamente migliore, soprattutto se la pelle è già disidratata o irritata.
Il BHA può aiutare a ridurre l’accumulo di sebo e cellule morte, ma non sostituisce una terapia contro l’acne. Se compaiono lesioni profonde, dolorose o persistenti, io non insisterei con esfolianti sempre più forti: è il momento di rivolgersi a un dermatologo.
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Per macchie e tono non uniforme
Gli AHA possono migliorare l’aspetto delle discromie superficiali perché rimuovono parte delle cellule pigmentate presenti nello strato corneo. L’effetto, però, dipende soprattutto dalla costanza e dalla protezione solare. Senza SPF, le macchie possono ripresentarsi o diventare più evidenti.
Chi ha un fototipo medio o scuro deve prestare particolare attenzione all’irritazione, perché un’infiammazione ripetuta può favorire l’iperpigmentazione post-infiammatoria. In queste situazioni preferisco una frequenza bassa e formule semplici, invece di alternare molti attivi schiarenti.
Come inserire gli acidi nella routine senza irritare la barriera
Il modo più sicuro per iniziare è scegliere un solo esfoliante e usarlo su pelle pulita e asciutta una sera alla settimana. Dopo l’applicazione, una crema idratante essenziale aiuta a ridurre la sensazione di secchezza. Il prodotto va sempre utilizzato secondo le istruzioni riportate in etichetta, soprattutto quando si tratta di formule da risciacquare.
- Fai una prova preliminare su una piccola zona per verificare la tollerabilità.
- Applica una quantità ridotta evitando contorno occhi, angoli del naso e labbra.
- Non aumentare subito la frequenza. Aspetta almeno due o tre settimane prima di valutare un secondo utilizzo settimanale.
- Idrata la pelle dopo l’esfoliazione, senza aggiungere altri attivi potenzialmente irritanti.
- Usa ogni mattina una protezione solare, preferibilmente SPF 30 o SPF 50 quando sono presenti macchie o intensa esposizione.
La concentrazione aiuta a orientarsi, ma non racconta tutto. pH, veicolo cosmetico, presenza di acido libero e tempo di contatto possono cambiare molto la tollerabilità. Un tonico al 5% e un peeling al 5% non hanno necessariamente lo stesso comportamento sulla pelle.
Per una routine iniziale, eviterei di usare lo stesso giorno AHA, BHA, retinoidi, perossido di benzoile e scrub meccanici. Non perché queste combinazioni siano sempre vietate, ma perché aumentano facilmente il rischio di bruciore, desquamazione e barriera compromessa.
Gli errori più comuni e i segnali da non ignorare
L’errore che vedo più spesso è confondere il pizzicore con l’efficacia. Un leggero formicolio può comparire, ma bruciore persistente, arrossamento intenso, gonfiore o pelle che tira per giorni indicano che il trattamento è eccessivo per quella pelle.
- Usare un peeling forte troppo spesso per ottenere risultati più rapidi.
- Applicare l’acido su pelle già irritata, screpolata o appena depilata.
- Sommarlo a più prodotti esfolianti nella stessa routine.
- Saltare la protezione solare perché il trattamento viene usato solo la sera.
- Continuare l’applicazione nonostante prurito, gonfiore o desquamazione marcata.
Farei maggiore attenzione in caso di dermatite, rosacea, eczema, acne infiammata o barriera cutanea danneggiata. Anche dopo laser, microneedling, peeling professionali o trattamenti depilatori è prudente attendere che la pelle sia completamente recuperata.
Chi è allergico ai salicilati, assume terapie dermatologiche o desidera usare concentrazioni elevate dovrebbe chiedere un parere medico. In gravidanza e allattamento, per prodotti leave-on molto concentrati o peeling, la scelta più sensata è confrontarsi con il proprio dermatologo o medico.
Una routine semplice spesso supera il peeling più forte
Per una pelle normale o mista, inizierei con un AHA delicato oppure con un salicilico a bassa concentrazione, mai con entrambi insieme. Per una pelle secca sceglierei una formula lattica o mandelica, mentre per una pelle grassa con comedoni punterei sul salicilico, sempre accompagnato da una buona crema idratante.
Il risultato non si misura il giorno dopo. In genere servono alcune settimane di uso regolare per valutare luminosità, grana e impurità, mentre le discromie richiedono ancora più pazienza. La mia regola resta semplice: un solo attivo alla volta, aumento graduale e nessuna sfida a chi sopporta più bruciore.
Gli acidi esfolianti possono rendere la skincare più efficace, ma funzionano davvero quando rispettano la pelle. La combinazione di frequenza moderata, idratazione e protezione solare offre quasi sempre una base più solida di una routine aggressiva costruita per inseguire risultati immediati.